Bonus sociale per le bollette energetiche



Con l’avvicinarsi della stagione fredda e con la crisi economica che avanza in tutto il mondo l’argomento del “bonus sociale” per coprire in parte le spese dei consumi di energia elettrica e di gas delle famiglie meno avvantaggiate economicamente diventa di stringente attualità.

Vediamo in questa breve nota in cosa consiste e chi può accedervi. Il nucleo familiare con un indicatore ISEE inferiore a 7.500 euro annui, elevato a 20.000 euro nel caso siano presenti più di tre familiari a carico, per accedere al bonus sociale deve avere un contratto per la fornitura elettrica residenziale della prima casa di potenza fino a 3 Kw se sono presenti fino a 4 componenti e fino a 4,5 Kw in caso di famiglie più numerose. Il bonus elettrico, che consente di ottenere un risparmio medio di circa il 20% sul costo dell’energia elettrica, prevede per l’anno 2011 un contributo di 56 euro per nuclei familiari di una o due persone, 72 euro se la famiglia è composta da tre o quattro persone e di 124 euro se sono presenti cinque o più familiari. Nel caso in cui nell’abitazione viva una persona ammalata che, per la propria sopravvivenza, necessita di apparecchiature elettriche non sono previsti limiti per la potenza impegnata ed il bonus sale a 138 euro. Per quanto riguarda il gas, solo il gas metano distribuito dalla rete e quindi non per il GPL o il gas in bombole, il contributo si aggira intorno al 15% del consumo presunto e dipende da diversi fattori. Viene considerata la zona climatica di residenza, il numero di persone che risiedono nell’abitazione ed il tipo di uso che si fa del gas (solo cottura cibi e acqua calda, solo riscaldamento, o tutte e tre le cose). Per il 2011, il contributo statale può quindi essere variabile fra 29 euro e 183 euro per le famiglie composte da meno di quattro persone a un minimo di 46 euro e un massimo di 264 euro per le famiglie con più numerose. La richiesta va presentata, utilizzando i moduli disponibili presso i comuni o sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico, al comune di residenza utilizzando la consulenza anche dei vari istituti designati o rivolgendosi ad un centro di Assistenza Fiscale (CAF).