Centrale idroelettrica in Italia: funzionamento, dove si trovano



In Italia vi sono moltissime centrale idroelettriche che apportano un notevole contributo energetico per il Paese. Ma come funzionano effettivamente le centrali idroelettriche? Il principio è tanto semplice quanto importante: trasformare l’energia idraulica di un qualsiasi corso d’acqua, che sia naturale o artificiale, in energia elettrica attraverso un sistema denominato di sbarramento, una diga o una traversa per intenderci. Queste vanno ad intercettare il corso d’acqua e creano un invaso, ovvero un bacino o un serbatoio dove il livello dell’acqua viene tenuto costante.
A questo punto, con canali e gallerie l’acqua viene spostata in vasche di carico e attraverso condotte forzate in turbine con valvole di immissione. Con organi di regolazione della portata, studiati in base alla richiesta di energia, l’acqua va a generare l’energia elettrica necessaria al fabbisogno nazionale. Nel particolare l’acqua mette in moto le turbine e poi passa nel canale di scarico tornando a scorrere nel fiume o nel corso d’acqua.
Alla turbina è collegto un alternatore, ovvero una macchina elettrica rotante capace di trasformare in energia elettrica l’energia meccanica della turbina. Per poter “portare” l’energia elettrica a grande distanza è necessario trasformarla con appositi trasformatori che abbassano l’intensità della corrente che viene prodotta dall’alternatore, arrivando però ad una tensione di migliaia di volts. Quando arriva a destinazione l’energia ritorna in un trasformatore che ne alza l’intensità di corrente abbassandone allo stesso tempo la tensione. In questo modo l’energia può essere utilizzata quotidianamente nel suo uso domestico per gli elettrodomestici, per ricaricare computer e cellulari, etc.