Energia Idroelettrica: il mini che piace



Furono gli antichi Greci ed i Romani a scoprire l’enorme potenza dell’energia dei corsi d’acqua utilizzandola per mettere in moto le macine dei mulini per macinare il grano. Successivamente la forza dell’acqua venne utilizzata per portare a compimento opere di irrigazione e bonifica con la ruota idraulica e con la Seconda Rivoluzione Industriale venne ideata la turbina, vera e propria macchina motrice che sfruttava la forza dell’acqua per produrre moto e che nello scorso secolo è stata sempre di più perfezionata.

Normalmente, quando si parla di energia idroelettrica di pensa alle grandi dighe che sbarrano i torrenti di montagna accumulando enormi masse d’acqua che, tramite le condotte forzate, vengono convogliate alle turbine che mettono in moto i generatori che producono elettricità. Se vogliamo parlare di energie rinnovabili sicuramente l’energia idroelettrica è l’esempio migliore in quanto, se si esclude il bacino, l’impatto verso l’ambiente è minimo e la fonte principale, l’acqua, viene restituita integra all’ambiente. Fino a circa cinquant’anni fa esistevano molte piccole centraline di potenza ridotta installate dalle compagnie elettriche private ovunque ci fosse un piccolo corso d’acqua con una forza sufficiente a muovere una turbina. Erano appena sufficienti a soddisfare il fabbisogno di un migliaio di famiglie ma fornivano energia pulita, senza emissioni e a costo relativamente basso. Fagocitate, come i corsi d’acqua che le alimentavano, dall’espansione delle città molte centraline sono state dismesse mentre i fiumi e i torrenti che le alimentavano sono stati “declassati” al ruolo di fogne a cielo aperto. Sembra che la tendenza si stia invertendo e specie nelle zone interne dell’Appennino, alcune aziende agricole ed agrituristiche si stanno dotando di piccoli impianti che, sfruttando salti d’acqua presente all’interno dell’azienda producono energia elettrica a costo zero.