Energie Rinnovabili: Il caso del nucleare



L’energia nucleare, sebbene non provenga dalle tanto deprecate fonti fossili, non può essere assolutamente, come vorrebbe qualcuno, inserita fra le fonti di energia rinnovabile in quanto prevede come combustibile l’utilizzo di una fonte di origine minerale la cui disponibilità rimane limitata. Infatti, l’Uranio-235, quello utilizzato in quasi tutti i reattori attualmente in funzione nel mondo, non è assolutamente molto diffuso e le sue scorte naturali potrebbero esaurirsi, ai ritmi attuali di utilizzo, nei prossimi venti o trenta anni, in concreto prima che si esauriscano le scorte di combustibili fossili. L’uso dei reattori autofertilizzanti che funzionano con l’Uranio-238, molto più abbondante in natura, è ancora molto limitato e in ogni caso sposterebbe in avanti il problema dell’esaurimento delle risorse. Solo nella remota ipotesi di utilizzo per lo sfruttamento dell’energia nucleare di fonti in pratica inesauribili come il deuterio o il trizio si potrebbe parlare di energia nucleare da fonti rinnovabili, ma francamente gli studi in corso non lasciano sperare in un rapido orientamento in tal senso. Un discorso al limite potrebbe essere quello di una presunta sostenibilità dell’energia nucleare che, com’è noto, non rilascia nessuna traccia di anidride carbonica nell’atmosfera. Ovviamente se non si tiene conto dei costi energetici e della CO2 immessa nell’atmosfera da tutte le fasi che precedono il processo di fusione nucleare (estrazione del minerale, raffinazione, arricchimento) e da quelle relativo allo stoccaggio e allo smaltimento delle scorie radioattive. Ma in tal caso è anche troppo facile esporre il fianco alle critiche che potrebbero essere rivolte alle fonti rinnovabili che debbono sottostare, anche se in misura diversa, agli stessi problemi.