Fotovoltaico e riscaldamento domestico: la soluzione “green” per caldaie in Europa



L’incessante ricerca di nuove tecnologie adatte a soddisfare le esigenze dei consumatori e, al contempo, ad adempiere alle nuove direttive europee in ambito di risparmio energetico e rispetto per l’ambiente ha prodotto risultati rilevanti, anche in tema di riscaldamento di edifici pubblici e privati.
L’alimentazione degli impianti è infatti il principale motore che determina il proliferare di nuove soluzioni “alternative”, “green” e, soprattutto, “low cost”. In tema di riscaldamento prende piede l’utilizzo di impianti fotovoltaici a tetto, facilmente installabili e potenziali oggetti di incentivi statali, collegati a impianti di riscaldamento domestico e caldaie: ma la strada è ancora lunga, infatti, i costi di pannelli fotovoltaici per installatori e consumatori, di trasporto, del materiale silicico sono ad oggi ancora poco concorrenziali. Come dimostrano le misure economiche attuate dalla stessa Europa per controbattere al proliferare di importazioni massicce di pannelli prodotti nei mercati orientali, con la Cina a muovere le fila. Ma che sia solo un problema di manodopera a basso costo a determinare la differenza tra estremo Oriente ed Occidente? Potrebbe anche essere un problema di cultura.
La concorrenza, perpetrata dalla Cina nel settore del fotovoltaico, ha forse rallentato lo sviluppo di soluzioni “green” per il riscaldamento domestico in Europa: infatti, l’utilizzo di caldaie alimentate in maniera diretta da impianti fotovoltaici, pur rispondendo esattamente alle esigenze di impatto ambientale “zero”, non si sta diffondendo come sperato. Colpa proprio della produzione estera dei pannelli e del loro elevato costo: eppure parrebbe, come sottolineano gli esperti di Assistenza Caldaie Roma, la soluzione più adatta per alimentare  il comfort domestico e allo stesso tempo non determinare inquinamento e sprechi energetici.
La Commissione Europea ha messo i “paletti” nelle comunicazioni tra il mercato cinese e quello europeo, tentando (con una mossa piuttosto ostruzionistica) di spingere i principali investitori a cimentarsi sul mercato del “vecchio continente”: l’abbattimento dei costi dei pannelli può essere una soluzione per ridurre drasticamente lo spreco energetico legato al riscaldamento degli edifici? Forse non è così ovvio capire i reali problemi che ostacolano l’incontro tra fotovoltaico e riscaldamento, ma, quanto meno , il tentativo c’è stato.