Germania nucleare 2011: presa la decisione di addio



Non solo l’Italia ha deciso di abbandonare il nucleare. La notizia che più ha scosso coloro che difendono l’energia derivante dall’atomo, esaltando al contrario ambientalisti e critici del nucleare. Il fatto che la Germania, uno dei paesi più industrializzati del mondo, pensi di poter sopravvivere senza l’atomo è vista da molti come la prova definitiva che questa via di produzione dell’energia porta troppi svantaggi per poter essere seguita.

Angela Merkel, cancelliere tedesco, era sempre stata una sostenitrice dell’energia nucleare, fino alle manifestazioni seguite all’incidente nella centrale di Fukushima. Da quel giorno la popolazione tedesca si è espressa molto negativamente nei confronti dell’atomo, spingendo la stessa Merkel a ripristinare il progetto di abbandono delle centrali nucleari inaugurato nel 1998 dal suo predecessore Schroeder e sospeso nel 2009. Ora è stato deciso che entro il 2022 tutti i reattori presenti sul suolo tedesco verranno spenti, tranne tre che rimarranno come emergenza, ma non saranno operativi. Dal 1998, da quando fu inaugurato il progetto di uscita dall’atomo, la dipendenza della Germania dalle centrali atomiche è scesa dal 30 al 17%, contro il 22% dell’energia alternativa. «La sicurezza innanzitutto. La catastrofe di Fukushima, della quale non conosciamo ancora le conseguenze, ha cambiato anche la mia posizione personale sull’energia atomica e i suoi rischi, anch’io ho imparato – ha dichiarato la Merkel al settimanale Bild am Sonntag – Dobbiamo seguire una nuova strada. Vogliamo che l’elettricità del futuro sia sicura, affidabile ed economicamente sostenibile. Le forniture energetiche in Germania hanno bisogno di una nuova architettura.»

Non tutti, però, sono d’accordo. Umberto Veronesi, presidente per l’Agenzia per la Sicurezza sul Nucleare, ha addirittura definito la decisione della Germania come «influenzata dall’ondata di panico per il disastro di Fukushima ed è stata presa per il terrore di perdere voti. È una decisione legata a un evento specifico che non deriva da alcuna valutazione razionale sul tema.» Intanto, però, anche la Svizzera entro il 2034 spegnerà tutte le sue centrali. A prescindere dalla motivazione di base, la strada sembra ormai tracciata.

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