Google ferma il progetto per le energie rinnovabili



Se vogliamo contare i diversi progetti, anche quelli più ambiziosi, che Big G ha lanciato e poi accantonato nel tempo, forse dovremo fare una fatica non da poco. Ma a Mountain View devono fare anche i conti con la finanza e quindi se non ci sono riscontri, il progetto va inesorabilmente abbandonato.

In un post pubblicato sul blog ufficiale di Google, si scopre che il nuovo CEO, Lary Page, ha deciso di “dismettere” ben sette progetti fra cui anche il “ Renewable Energy Cheaper than Coal”, il progetto per rendere più economica la produzione di energia dalle fonti rinnovabili. Sebbene le motivazioni del gruppo siano comprensibili e, nell’attuale momento di crisi globale, anche scontate resta il rammarico per il mancato proseguimento di un’iniziativa che avevamo giudicato molto conveniente, almeno nel medio lungo – periodo per l’azienda e che le avrebbe fruttato un notevole guadagno in termini d’immagine. In merito Urs Holze, vicepresidente senior del settore Operazioni di Google ha commentato che l’azienda: “È in procinto di arrestare un certo numero di prodotti che non hanno avuto l’impatto che si sperava. A questo punto le altre istituzioni sono in una posizione migliore rispetto a Google per portare questo tipo di ricerche al livello successivo”. Semplicemente Google si è “chiamato fuori” dal progetto lasciando ad altri, preferibilmente enti pubblici o istituzioni governative l’onere e l’onore di proseguire sulla strada tracciata e nella quale ha investito ben 850 milioni di dollari. Se siamo indulgenti, in questi tempi di crisi e con la concorrenza sempre più agguerrita nel settore dell’IT la decisione può essere ampiamente giustificata. Resta solo il rammarico che Google abbia “mollato” poiché la sua forza trainante poteva fare molto per il settore del risparmio energetico.