Incentivi per il fotovoltaico 2013/ 2014



Il fotovoltaico è la scelta giusta da compiere per cercare di limitare i problemi finanziari accentuati dalle altissime cifre da pagare per la bolletta dell’energia elettrica, ma grazie al Decreto del Fare 2 sono vigenti alcune rimodulazioni degli incentivi fotovoltaico che saranno utili nel rendere molto più lieve la bolletta dell’energia elettrica e più accettabili i costi dell’impianto fotovoltaico.

Di preciso il Decreto indica che dal 2016 i produttori avranno la possibilità di preferire se proseguire nel beneficiare degli incentivi rimanenti o invece optare per una rimodulazione dell’incentivo. Nel secondo caso il produttore potrebbe protrarre l’utilizzo dei benefici dati dagli incentivi, ma non potrebbe continuare ad unirli a quelli precedenti.

Chi invece è indirizzato verso la prima scelta, allora deve sapere che dal 1 gennaio del 2014, il produttore avrà adito ad un incentivo più basso rispetto a quello precedente e una percentuale specifica a seconda della classificazione di impianto.

Questa percentuale verrà decisa attraverso un decreto del Ministero dello sviluppo economico seguendo il parere dell’Aeeg ed entro due mesi dall’approvazione del Decreto “del Fare 2″.

Quest’operazione deve essere realizzata entro il 31 marzo 2014 in seguito ad una richiesta al Gse, ovviamente tutto ciò accadrà solo qualora i contenuti del Decreto diventassero operativi.

La rimodulazione è attuabile solo per gli impianti fotovoltaici o altresì per quelli che non sono fotovoltaici ma sostenuti dall’articolo 6/1992 del Comitato interministeriale dei prezzi che può deliberare quando una fonte è rinnovabile.

Gli obblighi economici che pesano sull’incentivazione delle energie rinnovabili tra i quali, come è ovvio, il fotovoltaico, e che pesano sulle tasse dell’energia elettrica, in tre anni sono rincarate da 4,5 a 11 miliardi di euro all’anno e l’ urto medio sul prezzo dell’energia si è elevato da 1,7 c? /kWh a 4, 2 c?/kWh.

Per riuscire a tenere fede a tutti gli oneri, tra il 2014 e il 2017, il Gse deve badare ad effettuare una raccolta di fondi sul mercato finanziario per ottenere una somma annuale decisa dal ministero dello sviluppo economico, valutando, tuttavia, il trend dell’economia e le disuguaglianze di prezzo che possono esserci tra l’Italia e gli altri stati europei per quanto concerne il prezzo dell’energia elettrica.
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