La sfida per la riduzione delle emissioni di CO2 si muove su due ruote



Il 2020 è l’anno fissato dall’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di CO2 nell’aria. Gran parte di queste riduzioni passa attraverso una nuova concezione dei trasporti e degli spostamenti, con iniziative come – ad esempio – il potenziamento della rete di trasporto pubblico o la commercializzazione di motori meno inquinanti (il motore elettrico o quello ibrido).

L’innovazione è parcheggiata nel nostro garage

Abituati a guardare sempre avanti e ad aspettare che gli scienziati estraggano dal cilindro il motore del nuovo millennio, si rischia di non vedere che il risultato si può ottenere – o quantomeno assecondare – con delle soluzioni semplici e a costo zero. Una di queste soluzioni è parcheggiata nel nostro garage, ha due ruote ed esiste da secoli: la bicicletta.
Come ha rivelato in un report la European Cyclist Federation (maggio 2012), basterebbe raddoppiare l’uso delle biciclette in Europa per coprire una quota compresa tra il 5 ed il 12% dell’obiettivo. Per cominciare, si potrebbe limitare ad esempio l’uso dell’automobile nei piccoli tragitti (sotto i 5 km), che rappresentano da soli ben il 50% degli spostamenti totali in macchina. Purtroppo, in alcune città italiane prive di infrastrutture, anche le distanze più piccole si rivelano pericolose per i ciclisti: occorrerebbe allora che gli investimenti per la costruzione di piste ciclabili o per la messa in sicurezza dei percorsi stradali venissero aumentati. Nondimeno, occorre ricordare anche i segnali positivi che arrivano dalle istituzioni, come quello del bando emesso dal Ministero dell’ambiente per l’assegnazione di biciclette a pedalata assistita (le famose biciclette elettriche) per potenziare il bike sharing. A fine dicembre 2012, il Ministero ha pubblicato la lista definitiva dei Comuni che riceveranno le biciclette; oltre alle città già avvezze alla mobilità su due ruote come Bologna, Cremona, Ferrara, Firenze, Milano ed altre, compaiono anche Comuni noti per il traffico e lo smog come Napoli, Roma e Palermo.

Le emissioni della bicicletta in un recente studio RSE

Ad ogni tipo di confronto, la bicicletta si rivela sempre il mezzo a minor impatto ambientale. La conferma arriva anche dall’RSE (Ricerca per il Sistema Energetico), che ha studiato e messo a confronto vari mezzi di trasporto, tra cui la bici.
Durante la Carovana Ciclistica Milano-Roma organizzata a giugno 2011 dal Touring Club Italiano, l’RSE ha dotato gli sportivi di ciclo-computer di bordo per il calcolo dei parametri vitali durante la performance.
Poiché la bici, di per sé, non emette gas, sono state prese in considerazione sia le emissioni per la produzione del cibo necessario a nutrire i ciclisti, sia quelle per la costruzione delle bici stesse. Anche con questi accorgimenti, la bici (e con essa la bicicletta elettrica) si è rivelata più “green” di auto a benzina, auto ibride e auto elettriche. Tra le automobili, quella ibrida è risultata meno impattante di quella elettrica, soprattutto a causa dello scenario italiano delle energie rinnovabili. Se l’Italia punterà in futuro sulle fonti rinnovabili e sul gas naturale, l’auto elettrica potrà anche vedere ridurre il proprio impatto.
Per tornare alla bicicletta, comunque, la sua eco-sostenibilità sembra proprio imbattibile; l’unico modo per avvicinarsi ai suoi risultati sarebbe quello di viaggiare in cinque nella stessa macchina, ovviamente un modello a motore ibrido; anche in quel caso, tuttavia, l’emissione di Co2 dell’automobile risulterebbe superiore a quella della bicicletta.
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