Pieno Carburante: quante accise paghiamo?



Il termine accisa indica un tributo sulla fabbricazione e sulla vendita di un determinato prodotto che viene riferito ad un determinato prodotto. Ha una natura selettiva e viene utilizzata per colpire una particolare tipologia di consumo. Tra le accise più importanti presenti in Italia vi sono quelle sui carburanti, o meglio sui prodotti energetici, che contribuiscono in misura notevole ad aumentare il costo globale del prodotto che colpiscono, in questo caso i comuni carburanti utilizzati come combustibile per i mezzi a due e quattro ruote. Si tratta di una serie di imposte che, sebbene alcune siano state fissate decenni or sono, continuano a vessare sul costo finale del prodotto rendendo l’acquisto dei carburanti in Italia estremamente dispendioso.
Tra le varie accise che ancora oggi gravano sui carburanti italiani compaiono ancora alcune talmente anacronistiche da risultare completamente prive di logica. Basti pensare che gli italiani pagano ancora un’accisa di 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935, a cui vanno ad aggiungersi ulteriori accise collegate alla crisi del canale di Suez del 1956, al disastro del Vajont del 1963 e all’alluvione di Firenze del 1966. Sul costo dei carburanti italiani pesano anche i terremoti del Belice, 1968,  Friuli, 1976, ed Irpinia, 1980 oltre al finanziamento della guerra in Libano del 1983. Più recenti quelle collegate alla missioni in Bosnia del 1996 o quella per  il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004. Recentemente sono state aggiunte ulteriori accise che aumentano ulteriormente il prezzo dei carburanti collegate questa volta alla necessità di finanziare la manutenzione dei beni culturali del paese, alla guerra civile Libica ed ultima all’alluvione in Liguria.