Pneumatici ecologici, i vantaggi della ricostruzione



Non sembra, eppure gli pneumatici che reggono i nostri mezzi di trasporto sono piuttosto difficili da smaltire, andando così a rappresentare una vera e propria questione per la salvaguardia ambientale.

Basti pensare di come, ogni anno, nell’Unione Europea si accumulino circa 250 milioni di gomme usate e di come in Italia si dismettano annualmente circa 300 mila tonnellate di pneumatici. Numeri, che in tutta la loro maestosità offrono un chiaro esempio della grandezza di questo fenomeno.

Quando trattiamo di pneumatici ecologici non abbiamo solo a che fare con gomme a base di agrumi, caucciù e di altri elementi naturali: da un po’ di tempo a questa parte sta difatti prendendo piede anche una nuova forma di ecologia, riconducibile ai cosiddetti pneumatici ricostruiti.

Questa particolare tipologia di gomme mira a garantire prestazioni e sicurezza alla guida, ed al contempo, permette di risolvere il problema legato al suo smaltimento.

Gli pneumatici ricostruiti non sono altro che copertoni a cui viene cambiato il battistrada, ormai usurato, con un materiale usato ma in ogni caso più integro rispetto a quello appena rimosso. Una volta sostituita la parte esterna, lo pneumatico viene poi sottoposto alla vulcanizzazione, processo che fonde le parti vecchie con quelle nuove.

Ma la scelta di ricorrere a questi pneumatici ecologici, oltre a presentare i vantaggi citati pocanzi, incorpora a sé diversi altri benefici: se uno pneumatico nuovo ha richiesto circa 28 litridi greggio per la sua produzione, uno pneumatico rigenerato ha invece avuto bisogno di soli 5,5 litridi greggio. Inoltre il processo di ricostruzione permette di recuperare l’80% del vecchio pneumatico, evitandogli l’eliminazione in via anticipata.
Per non parlare delle differenze economiche. Uno pneumatico rigenerato costa circa il 50% in meno rispetto ad una gomma di nuova produzione!

Per poter capire se questi pneumatici ecologici rispondono ai requisiti di legge, è sufficiente controllare che i loro copertoni abbiano una marchiatura così composta: sul lato v’è la sigla “108 R” seguita da sei cifre, ed all’interno del cerchio appare la lettera “E”. Accanto a questi codici devono poi comparire il marchio del ricostruttore e la settimana nella quale il processo di rigenerazione ha avuto luogo.