Referendum Nucleare 2011 giugno data storica per l’Italia



Questo weekend saremo chiamati a votare per diversi referendum, tra i quali uno che ha particolarmente solleticato l’interesse popolare: quello inerente l’energia nucleare. Un elemento molto scottante e pieno di dubbi, che per questo motivo è stato lungamente trattato da numerosi organi d’informazione. Qual è il problema più grosso? Il fatto che in giro, nonostante la buona volontà, stia girando moltissima disinformazione. La sensazione è che i “sì” al provvedimento, vale a dire il blocco della costruzione di nuove centrali nucleari, finiranno per avere la maggioranza. Giusto così, se è la volontà popolare, ma occorre interrogarsi sui motivi.

Abbiamo avuto modo di fare alcune domande al Dottor Giorgio Tiburzi, fisico laureato all’Università degli Studi di Milano, che ci ha spiegato esattamente e con riferimenti numerici cosa si intende per “rilascio di radiazioni”, con particolare riferimento alla produzione di energia nucleare. Innanzitutto bisogna considerare che la nostra capacità attuale di rilevazione di radiazione è divenuta talmente precisa e talmente accurata, che la semplice frase “abbiamo rilevato delle radiazioni” (concetto di recente più che abusato) ha ormai poco senso. Occorre dare dei numeri e avere delle idee precise. Per esempio, chi vive a 50 miglia di distanza da una centrale nucleare in condizioni normali assorbe ogni anno 10 microREM (unità di misura della dose di radiazione assorbita calibrata sul danno causato) di radiazioni. Alla medesima distanza da una centrale a carbone diventano 30 microREM, perché le radiazioni in natura sono ovunque, anche se in dosi infinitesimali. Usare un vecchio monitor CRT porta 100 microREM all’anno e un volo d’aereo tra New York e Los Angeles porta all’assorbimento di ben 4.000 microREM in poche ore.

In questo periodo, però, abbiamo ancora negli occhi le immagini del disastro di Fukushima, grave tragedia che si è aggiunta alla già enorme dello tsunami e del terremoto. Se, però, analizziamo i dati fisici, scopriamo ancora cose interessanti. La dose media di radiazioni assorbita dagli abitanti nel giro di 10 miglia dalla centrale di Three Miles Island nel 1979, quando avvenne il più grave incidente nucleare della storia degli USA, fu di 8.000 microREM. Praticamente un viaggio di andata e ritorno tra New York e Los Angeles. Come abbiamo detto, le radiazioni in natura sono ovunque, persino nel nostro corpo. Nelle nostre ossa si trova un materiale chiamato potassio 40, che emette ogni anno 40.000 microREM di radiazioni. In totale in un anno assorbiamo circa 365.000 microREM di radiazioni provenienti da fonti naturali o quotidiane, come i televisori e i telefonini. Fukushima è un disastro colossale, che non va assolutamente sottovalutato, ma bisogna anche tenere conto che nel momento peggiore del disastro il peggio che capitò alle vittime civili (non considerando i tecnici, coraggiosissimi, che lavorano direttamente alla centrale) fu di assorbire in pochi giorni le radiazioni di 4-5 anni di vita. Tenete conto che la dose minima calcolata perché sussistano dei reali pericoli di aumento di contrazione del cancro è di 5 REM, vale a dire 5.000.000 di microREM.

Siamo chiari: questo è male. Non abbiamo scritto questo articolo per minimizzare Fukushima, disastro immane che non sarebbe mai dovuto avvenire, né per portarvi a favore del nucleare. Vi abbiamo citato questi numeri per far capire che fare affermazioni su argomenti scientifici senza quantificare ciò di cui si parla può facilmente portare a grossi fraintendimenti. Così come sui danni da radiazioni, anche sulle future potenzialità sia dell’energia nucleare che delle fonti rinnovabili troppo spesso si confondono tra loro proiezioni per il futuro e numeri accertati, scenari “da caso migliore” con quelli “da caso peggiore”, buoni propositi con dati certi. Ci sembra che l’informazione, da entrambe le parti della contesa, in questi giorni abbia mostrato scarsissimo rispetto per i numeri e una spiccata preferenza per gli slogan.

Le centrali nucleari fanno nascere diversi dubbi, molti dei quali inerenti non tanto la sicurezza, che andrebbe garantita sempre, quanto le famigerate scorie nucleari. Esse costituiscono un grosso problema, anche se va detto che pure in questo campo occorrono fare delle distinzioni. Buona parte della fuoriuscita registrata a Fukushima era composta da Iodio 131, pericolosissimo, ma che dopo 8 giorni si dimezza e decade completamente dopo 2-3 mesi. Certo, esistono anche quantità di materiali che necessitano di millenni per decadere, che sono quelli che necessitano di maggiore attenzione e di programmazione. Le centrali nucleari possono essere enormemente utili, ma devono essere gestite più che bene per evitare guai e Fukushima, più passa il tempo, più si sta scoprendo che non era assolutamente regolata come sarebbe dovuto essere.

Chiudiamo con una frase del Dottor Tiburzi: «Io ritengo che la ricerca nucleare debba continuare insieme a quella sulle energia rinnovabili, e che i pianificatori debbano considerare l’uso di entrambe le fonti. La Terra del futuro avrà una fame di energia ancor più impressionante di quella odierna, perché le nazioni in via di sviluppo in Asia e Africa prima o poi desidereranno avere auto e condizionatori come noi. E chi siamo noi per dire loro che non possono? Nessuna soluzione presa da sola e proiettata nel futuro è sufficiente. Occorrerà ricorrere a tutto, compresa l’energia nucleare, eolica, idrica e solare.»