Referendum Nucleare 2011: quali le energie alternative al nucleare?



L’energia nucleare è stata bocciata. Una maggioranza quasi bulgara quella che si è verificata al referendum dello scorso weekend, che prova ancora una volta come la popolazione italiana sia assolutamente contro il nucleare. Del resto il progressivo abbandono di progetti di parte di stati come la Germania avrebbe probabilmente portato ad un abbandono del progetto anche davanti ad una vittoria dei “no”. Ora, però, occorre mettersi a tavolino e studiare le energie rinnovabili che si possono sfruttare, dato che bocciare il nucleare senza muoversi dall’altra parte sarebbe una sorta di sconfitta.

Le energie rinnovabili sono moltissime e di tanti tipi. In questo articolo stiamo parlando soprattutto di quelle dedicate alla produzione di energia, da cui di rimando arrivano tutte le altre. Dei vari metodi a disposizione, i due sicuramente più efficaci e su cui varrebbe la pena puntare di più sono l’energia eolica e l’energia solare. Secondo i recenti studi condotti da Greenpeace, queste due fonti di energia sarebbero perfettamente adatte non solo a creare la quantità necessaria per il fabbisogno mondiale, ma creerebbero persino nuovi posti di lavoro. Secondo il Rapporto Nucleare Greenpeace, un eguale investimento sull’eolico paragonato a quello sul nucleare porterebbe a produrre 2 o 3 volte l’energia dell’atomo, creando allo stesso tempo 5 volte di più di posti di lavoro.

Secondo il rapporto Solar Generation 2, inoltre, anche l’energia fotovoltaica sarebbe immensamente più vantaggiosa di quella nucleare. Secondo i calcoli della nota società ecologista, entro il 2020 un miliardo di persone al mondo utilizzerà l’energia solare, creando due milioni di posti di lavoro. Innegabili vantaggi verrebbero anche dalle ridotte emissioni di gas serra (169 milioni di tonnellate in meno all’anno) e dalla copertura di quasi il 20% del fabbisogno mondiale. Costruendo le centrali solari in luoghi remoti, inoltre, si eviterebbero danni all’ambiente e al clima. Greenpeace calcola che una simile industria avrebbe un valore di 62 miliardi di euro entro i prossimi 15 anni.

Foto: Piermario via Flickr