Renault Zoe “elettrizza” lo stabilimento di Flins



Fiore all’occhiello della gamma elettrica di Renault, ZOE viene prodotta nel sito industriale di Flins da fine 2012 sulle stesse linee di Nuova Clio e Clio Collection. La sua industrializzazione è la storia di una sfida di successo per la fabbrica di Flins che, nello stesso anno, è riuscita a mettere in produzione, sullo stesso sito, ZOE e Nuova Clio, due veicoli strategici per la Marca ed estremamente diversi l’uno dall’altro. Il personale di Renault ha dato prova di grande ingegno nel limitare al minimo le modifiche degli apparati industriali e integrare armoniosamente le peculiarità di ZOE elettrica nei processi di fabbricazione. Un osservatore poco esperto, guardando la linea, non potrebbe distinguere il processo di fabbricazione di ZOE da quello di Nuova Clio: le carrozzerie sono realizzate in maniera pressoché identica.
Una rivoluzione con il minimo di cambiamenti
Il lancio di Renault ZOE segna l’inizio di una nuova era, dove la mobilità a emissioni zero è alla portata della maggioranza delle persone. Concepita come veicolo 100% elettrico, ZOE integra tecnologie di alta avanguardia, che tuttavia non hanno comportato grandi modifiche nell’impianto di produzione. “Molte cose sarebbero potute cambiare con l’arrivo di un’auto elettrica, ma noi abbiamo fatto in modo di limitare al minimo le modifiche” dice Didier Lehingue, vicedirettore tecnico della fabbrica. In quest’ottica, nel giugno del 2009, un team di venti collaboratori guidato da David Garreau si è messo al lavoro per studiare l’industrializzazione di ZOE. In due anni e mezzo ha predisposto la fabbricazione in serie di ZOE su una sola linea di produzione a Flins, secondo gli standard di qualità della Marca.
Nella prima fase, durata quasi un anno, il team ha organizzato l’industrializzazione. David Garreau parla di una tappa “fondamentale per gettare le basi e trovare l’organizzazione industriale ottimale”. L’obiettivo era trovare soluzioni intelligenti, dalla progettazione del veicolo ai metodi di fabbricazione, per adattare le strutture esistenti e contenere i costi iniziali. Ad esempio sono stati riutilizzati dei robot Acma e ABB di vecchia generazione, ma perfettamente efficienti. È il principio del “carry over”. Dopo molte ore passate in riunione, a fare previsioni, calcoli e stime di costo, e a definire il processo dalla A alla Z, sono state prese le decisioni finali su tecnologie.
L’arrivo di ZOE ha costretto l’impianto a qualche adattamento dei processi di produzione. La trasformazione più radicale ha riguardato il reparto lamiere, dove si costruiscono porte e portelloni. I macchinari industriali dovevano essere abbastanza flessibili da produrre questi componenti per quattro modelli diversi: ZOE, Nuova Clio, Clio Collection e Nuova Clio RS. In precedenza, invece, si lavorava solo su Clio III e Clio III RS. Le scocche nude delle versioni RS vengono successivamente verniciate e montate nello stabilimento di Dieppe.
Approfittando delle vacanze estive del 2011 e 2012, è stata lanciata una grande opera di riorganizzazione e allestimento: una superficie equivalente a mezzo campo da calcio è stata completamente rasa al suolo e ripulita. Gli strumenti sono stati sezionati alla base con enormi pinze trincianti e caricati su una benna; la pavimentazione danneggiata è stata in seguito ricostruita. La nuova installazione industriale si avvale in totale di 550 robot, di cui 150 supplementari per garantire la flessibilità necessaria ed eseguire gli interventi di saldatura extra richiesti da ZOE. Senza perdere le 5 Stelle EuroNCAP.