Riavvio reattori nucleari: la titubanza giapponese



Il ministro dell’Economia giapponese, Seiji Maehara, ha annunciato che diversi reattori nucleari in funzione nel paese asiatico potranno essere riavviati rapidamente nel caso in cui l’Authority competente li dovesse ritenere nuovamente sicuri.

Di recente, riguardo la questione, è stata approvata una nuova legge che rende più stringenti e selettivi i termini per la riattivazione dei rettori. Le centrali spente, nell’opinione del ministro, rappresentano ancora una valida fonte di produzione elettrica che però la popolazione, a seguito del disastro di Fukushima, non se la sente più di sfruttare.

E’ tuttavia necessario, nell’opinione del ministro, valutare con la massima attenzione se è davvero opportuno privarsi di una simile fonte di approvvigionamento energetico. Il nucleare quindi non è ancora da “buttare” secondo il ministro; fatto sta che le procedure di riavvio non sono propriamente chiarissime. L’autorità per la regolazione nucleare, in più, ha fatto già sapere di non avere la responsabilità ultima per autorizzare il riavvio dei reattori; al più si occupa di sicurezza.

Ricordiamo come tutti i 50 reattori commerciali che operano in Giappone sono stati disattivati per la necessità di effettuare i dovuti controlli di sicurezza, dopo il terremoto ed il conseguente tsunami. Durante l’ultima estate però si sono palesate molte carenze energetiche e quindi il ministro Maehara, di concerto col primo ministro Yoshihiko Noda ed altri due titolari di dicasteri importanti stanno “premendo” per riavviare i reattori esistenti. Cosa che comunque non avverrà prima del prossimo anno.